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Documentario viaggio "Destinazione Senegal MotoRaid 2014"





“... l'Africa... il luogo della terra dove la natura ha eretto a se stessa un monumento...” [Moravia]
Lo sapevamo che ci saremmo tornati, sapevamo anche che questa volta volevamo andare oltre il fiume, laddove finisce “l'Africa bianca” e comincia il “Paese dei neri”.
E così abbiamo scoperto che oltre quel fiume c'è il Senegal, il paese della “teranga”, dell'ospitalità...
Il Senegal, terra dei Griot, dei cantastorie, e dei gri-gri... dei pescatori e delle loro piroghe colorate, ed il resto volevamo andare a scoprirlo con i nostri occhi.
Sbarcati in Marocco, ad accoglierci è stata l'affascinante città di Tangeri con la sua straordinaria medina. E da qui è iniziato il nostro viaggio verso sud, sulla mitica strada costiera che attraversa quel deserto che si tuffa letteralmente nell'oceano Atlantico.
Abbiamo attraversato la contesa regione del Sahara Occidentale dove ad accoglierci solo tanta sabbia e i check point dei militari marocchini.
Per entrare in Mauritania abbiamo dovuto attraversare la famigerata “Terra di Nessuno”, siamo rimasti aggrappati a quei cinque chilometri di pista sabbiosa perchè, al di fuori di quella, si dice che l'area sia ancora infestata dalle mine.
Dopo aver attraversato velocemente la Mauritania siamo finalmente giunti in Senegal.
E' stato emozionante fermarsi ai piedi del primo Baobab che abbiamo incontrato, non sapendo ancora che il Senegal ci avrebbe riservato ben altre emozioni.
Emozioni legate a quell'umanità solare, sempre con il sorriso, che abbiamo incontrato e che ci ha fatto comprendere fino in fondo il significato delle parole accoglienza e tolleranza.
Il nostro viaggio in Senegal... Un viaggio meraviglioso...

Guarda il trailer:




Visita il nostro botteghino e contattateci se interessati all'intero documentario

Curiosità su 2 ruote




Regalandovi lo scatto più bello che abbiamo realizzato nel 2013, in Tajikistan, auguriamo a tutti i nostri Visitatori di vivere e viaggiare nel blog con la stessa grande curiosità di questa piccola bambina "pamira"...

Rosanna e Fabrizio

Viaggi in moto: attraverso i chilometri percorsi due mototuristi raccontano ...



Immagini, itinerari, esperienze, reports di viaggio in moto e documentari... per il piacere di viaggiare.


Sulla via della seta Khiva (Uzbekistan)


 Sulla strada del Pamir (Tajikistan)


 Incontri sulle strade della Cecenia (Russia)


 Sary Tash (Kyrgyzstan) verso i 4700 metri di quota


Sul tetto d'Europa

By Ceccavventure


Viaggiare in moto è un'esperienza totalizzante, significa abbandonare qualsiasi barriera rispetto al mondo esterno.
E' la scelta di vivere pienamente, mentalmente e fisicamente, l'avventura di scoprire cosa si nasconde oltre le montagne, oltre i confini della nostra conoscenza.
Tanto più grande è la somma di ogni singola goccia di pioggia, di ogni singola folata di vento, di ogni singolo brivido di freddo che investe il nostro corpo e, di ogni singola goccia di sudore che scende lungo la schiena, tanto più grande è la distanza percorsa, tanto più numerose le persone conosciute lungo il percorso.
Si tratta di un insieme poliedrico di visi, di luoghi, di odori, di sensazioni di benessere e di sofferenza.
Si ritorna a casa carichi di emozioni che solo l'avventura su due ruote sa trasmettere.
Vogliamo raccontare attraverso parole ed immagini le nostre avventure motociclistiche, condividere itinerari, esperienze e curiosità, ovvero quello che caratterizza un grande viaggio in moto.

E allora DIAMOCI DA FARE...

Rosanna e Fabrizio

Il "senso" del "nostro" viaggiare...


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Le cose semplici non portano mai da nessuna parte... 
Ci sono momenti in cui la “strada” finisce ed è necessario far leva sulla forza di volontà per andare avanti. L'adrenalina sale, ma presto l'ansia di non farcela lascia pian piano lo spazio al senso più profondo del viaggio...


   Siberia 2011

Non avevo ancora varcato la soglia di casa al rientro dal mio ultimo viaggio e già si delineava nella mia mente quale avrebbe potuto essere la meta del prossimo, è come se ogni viaggio alimentasse quello successivo.
Non riesco ancora a comprendere se sia io a scegliere un viaggio o viceversa.
Ogni viaggio una piccola tessera che racchiude in sé figure, linee, colori e sfumature che vanno a comporre un quadro più grande e meraviglioso, e più aumentano le tessere del puzzle, più aumenta il desiderio di conquistarne delle nuove per avere una visione d'insieme ancora più ampia e profonda.
Viaggiare per scoprire com'è, al di fuori del nostro piccolo universo, il resto del mondo; per vedere con i propri occhi; per toccare con le proprie mani; per sentire, con i propri sensi, suoni e odori; per conoscere usi, costumi, popoli e persone lontani.
Scoprire, conoscere, vedere, sentire e capire?
Sì, ma c'è di più... Aveva forse ragione Bach?
“Altro che far la spola tutto il giorno, altro che la monotonia del tran-tran quotidiano [...] Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, ci accorgeremo d’essere creature di grande intelligenza e abilità. Saremo liberi! Impareremo a volare!”
(Richard Bach, 1970 )
E' chiaro, la libertà, sì la libertà di essere “uomini”.
Esistono sulla terra gli animali, le piante, il cielo, il mare e le montagne. Sulla terra vivono anche gli uomini, ciascuno molto diverso dall'altro, esseri umani dalle mille sfumature, dalle innumerevoli diversità, e dalle incredibili potenzialità.
Ebbene, conquistare la consapevolezza che ognuna di queste “diversità” vive in ciascuno uomo non equivale imparare a volare?
Sapere che dentro di me custodisco la sensibilità di un mussulmano, di un buddista, di un cristiano, dell'induista e dell'ebreo, che dentro di me ci sono le risorse per vivere come un tuareg del Sahara, come un pastore mongolo, o come uno sherpa nepalese; poter guardare ciascuno di loro negli occhi e vedere parte di me stesso, non significa forse imparare a volare?
Paesaggi bellissimi, panorami mozzafiato, tramonti indimenticabili, ma sopra ogni cosa scoprire la profondità di quegli occhi...


   Kyrgyzstan 2013



                      Mongolia 2011


Però, non sto parlando di un viaggio qualunque, sto parlando di un viaggio in sella ad una moto, un mezzo che ti obbliga ad usare il corpo, sì perchè la moto si guida con il corpo, con ogni muscolo, e così finisci per imparare ad ascoltare tutte le sensazioni che il corpo trasmette e non solo, l'essere esposto riabitua i sensi a tutto ciò che è esterno: l'umidità della pioggia, l'asprezza del freddo, la forza del vento e la potenza del sole...
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Deserto Bianco, Egitto 2009


                 Mosca, Russia 2011


By Rosanna e Fabrizio (Ceccavventure)
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